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Di Leonardo Amorim

Ho osservato le opere dei giovani cantanti italiani negli ultimi anni e mi ha impressionato come sono legati alle tradizioni. Naturalmente, l’esempio più noto è il trio “Il Volo”. 

Tre giovani che si sono distinti in un concorso hanno suscitato l’interesse commerciale, dimostrando che è possibile una tradizione e una visione moderna. La grande ripercussione sul giovane trio in Italia mi sembra un segno di una società molto legata alle tradizioni.

Che cosa direbbe il leggendario tenore italiano Luciano Pavarotti (1935-2007)?

Confrontando i segni che l’Italia trasmette al mondo e quello che succede in Brasile, con il successo del “funk” e dei cantanti che si appellano volgarità, Cerco di capire alle possibili cause dell’ignoranza dell’attuale generazione brasiliana con compositori di dimensioni come Heitor Villa-Lobos, Tom Jobim, Pixinguinha, Vinicius de Moraes, Djavan, tra tanti maestri dell’arte musicale.

La società pluralizzata non corrisponde alle tradizioni?

In una società pluralizzata e la disconnessione generale dei giovani dalle radici culturali è un fenomeno inevitabile? Non lo credo. L’Italia è un paese che sembra riescono ad armonizzare la lunga storia culturale e la modernità, un processo che sembra coinvolgere i giovani, non solo i veterani del conservatorismo.

 

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