Jair Messias Bolsonaro è distante dall´essere un “Mussolini brasiliano”. Tali paragoni non sono altre che la tipica ignoranza, o disonestà intellettuale,  dei militanti travestiti da giornalisti o insegnanti, ma non significano che il presidente sia libero dallo stigma che lo indica come un prodotto genuino della destra negli scantinati della truculenza, privo di intellettualità, demagogico, socialista e degenerato, come è la sinistra.

Come il Matteo Salvini di  Andrea Scanzi [1], dico che Bolsonaro è l’ennesimo cazzaro della politica brasiliana, che bluffa dicendo di essere “antisocialista”, presentandosi come un liberale nell’economia e, con un tocco speciale di dissumulazione incommensurabile, “conservatore nei costumi”. Per problemi che non puó veramente affrontare, la cui struttura di potere è sempre progettata per mantenere il corporativismo dello Stato, Bolsonaro vende le sue illusioni a coloro che sono più confortati dal credere nell’impossibile.

Con il “Chicago Boy” Paulo Guedes, Bolsonaro annuncia privatizzazioni che non avanzano, mentre crea Nav Brasil, statale [2]. L’EBC (NBR/TV Brasil) che si sarebbe estinta con lo stigma di essere “TV Lula”, verrà ristrutturata, per migliorare l’immagine del paese all’estero, capire “paese”, il governo. Ciò renderebbe davvero orgoglioso Mussolini.

Mentre gli elettori si lamentano dell’inflazione dei produtti di base [3], fa appello al patriottismo, chiedendo agli imprenditori di ridurre i margini di profitto, mentre il suo team economico non cessa di produrre inflazione con l’espansione monetaria e il drammatico aumento del debito pubblico, il tutto con il pretesto (crimine perfetto) della pandemia. Come ogni populista di destra al mondo, disdegnava le misure preventive sul coronavirus, dalla riluttanza sulle mascherine, all’incentivo all’assembramento, con un tono negazionista che coinvolge i suoi seguaci, alla ricerca di un dualismo per gli manipolare che in realtà ripete il “noi contro di loro” di Lula.

Anche prima delle misure di emergenza che hanno fatto esplodere la spesa pubblica per i programmi di aiuto finanziario, Bolsonaro ha anche firmato un provvedimento provvisorio per pagare la tredicesima rata della “Bolsa Família”, qualcosa che in seguito ha perso la sua validità a causa della mancanza di voto al Congresso Nazionale. Ho seguito un’agenda progressista di benefici sociali mascherata come se fosse una gestione liberale (utopia). Il problema principale qui non riguarda il dibattito sui benefici dell’assistenza finanziaria tramite il governo, ma di chi commette una frode ideologica quando si presenta come un “liberale nell’economia” mentre agisce come un progressista. Questa è la domanda sul cazzaro brasiliano che fa corporativismo per i militari, mentre annuncia una riforma amministrativa che preserva i privilegi dell’aboslutismo che regna nell’alto funzionalismo dello Stato.

Se c’è una “ciliegina sulla torta”, è senza dubbio il CPMF che non è CPMF, per gli economisti del “Chicago Boy” Guedes che più sembrano ispirati al 2 + 2 = 5 di “1984” quando argomentano a confronto. Cosi è Bolsonaro che vive sempre nella necessità di convincere i suoi bestiali elettori e tifosi, la cui stupidità non può essere misurata, quando affronta questioni che lo rimandano a una condizione di politica interventista in economia che non lascia nulla a desiderare con Lula e altri populisti di sinistra.

Questo è il cazzaro “conservatore”, difensore delle buone maniere, che rivela il desiderio di attaccare un giornalista, pieno di brutte battute, mentre difende la famiglia tradizionale, esplora una giornata di festa della Madonna Aparecida sfilando in un’auto scoperta, con un figlio che è parlamentare, indagato per presunta appropriazione dei pagamenti dai collaboratori del gabinetto, cosa che sembra essere un’usanza tra i politici brasiliani.

Questo è il cazzaro “antiglobalista” che va in Cina per salutare il governo del partito comunista che sta conquistando l’economia mondiale. Lo Partito Comunista in Cina, cui regime  non tollera la opposizione tra cittadini, ma che è tollerato “nel mondo libero” per lo sfruttamento dell ‘”economia di mercato”.

Questo è il cazzaro “fracescano” che pubblica foto con una modesta colazione come se a palazzo non ci fosse il banchetto.

Questo è il cazzaro che lavora per i più poveri,  le cui apparizioni alle inaugurazioni di opere governative riproducono la loro versione del lulismo.

Questo è il cazzaro prodotto di maggior successo dell’idiozia collettiva che non perde mai la sua efficacia nel portare il peggio al potere.

Brasiliani, cumplimenti!

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Note:
  1. Il cazzaro verde. Rittrato scorreto de Matteo Salvini, pagina 11.
  2. Legge 13.903/2019
  3. Vide Reuters

 

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